Perché nasce la sezione “Storytelling”
Questa sezione nasce dal desiderio di dare casa a un progetto che porto ancora nel cuore: un fotoracconto ambizioso nato insieme a Lucrezia, che continuo a considerare la mia musa ispiratrice.
L’idea era quella di unire nudo artistico, narrazione visiva ed esplorazione di luoghi abbandonati, trasformando ogni scatto in un frammento di storia sospesa tra intimità e decadenza.
Non era solo fotografia: era un viaggio condiviso, un modo per dare voce ai silenzi dell’urbex attraverso la presenza viva di un corpo che non cercava provocazione, ma verità. Da quel progetto è nata l’esigenza di creare uno spazio dedicato allo storytelling, dove immagini e parole potessero respirare insieme.
Project L.e.a.f.
Lost and Exposed, Adrift in Future
Un progetto interrotto, un archivio che merita vita
Quando la realtà ferma i sogni, ma non li cancella
Purtroppo questo progetto, così ricco di visione e potenzialità, si è dovuto arrestare prima di trovare una conclusione.
La mancanza di budget, gli impegni crescenti e infine l’arrivo del Covid nel 2020 hanno reso impossibile proseguire le sessioni e completare il racconto come immaginato.
Eppure, ciò che avevamo già creato era troppo prezioso per restare chiuso in un hard disk: una valanga di immagini intense, sincere, piene di atmosfera e significato.
Per questo ho scelto di dedicare loro una sezione specifica, affinché possano continuare a vivere, raccontare, emozionare e testimoniare un percorso artistico che, pur incompiuto, rimane profondamente autentico.
Gallery
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Lucrezia: la musa che ha dato forma al racconto
Questa sezione esiste grazie a Lucrezia, una modella amatoriale che ha dimostrato una disponibilità e un impegno fuori dal comune.
Fin dal primo giorno ha abbracciato il progetto con una naturalezza sorprendente, accettando di posare senza veli in boschi, rovine e luoghi abbandonati (ovviamente sempre in totale sicurezza e con pieno controllo della situazione!).
La sua audacia non era esibizionismo, ma fiducia: nel processo creativo, nella visione condivisa e nella possibilità di trasformare ambienti difficili in scenari narrativi intensi. Ha portato serietà, presenza e una rara capacità di adattarsi a contesti imprevedibili.
Valorizzarla significa riconoscere quanto il suo contributo abbia reso possibile un racconto visivo autentico e profondamente umano.
Grazie!













