Una ballerina, un imprevisto e una cascina trovata su Google Maps

Lucrezia – che allora chiamavo Luly per non confonderla con l’altra mia amica omonima – l’ho incontrata durante un servizio all’Acquatica Park di Milano.

Mi aveva colpito subito: spontanea, sveglia, con quella energia che ti fa pensare “ok, questa davanti alla macchina funziona”. Le proposi di posare e accettò al volo. Poi, il giorno dello shooting, la realtà ci ha ricordato che i piani sono fragili: la sua auto KO, orari saltati, location inutilizzabile.

Invece di mollare, abbiamo aperto Google Maps e ci siamo messi a cercare alternative.

Una cascina abbandonata, isolata e ruvida, è diventata il nostro set improvvisato. Non era ciò che avevamo previsto, ma era perfetta per trasformare il caos in qualcosa di interessante.

Lo speaker non per il sottofondo, ma per liberarla

Luly si era attrezzata con una valigia stracolma di vestiti, segno che ci teneva davvero.

Eppure era stranamente impacciata, quasi trattenuta, nonostante fosse abituata a ballare latino e a lavorare come cubista.

Capivo che non era questione di timidezza, ma di contesto: una cascina abbandonata non è un palco, e davanti a un fotografo ci si sente nudi anche vestiti. Così ho tirato fuori lo speaker, non per fare atmosfera, ma per darle un appiglio familiare. Ho messo brani sensuali che conosceva bene e le ho detto di ballare, come fosse in un locale.

Da lì si è sciolta: il corpo allenato ha ripreso il suo linguaggio naturale, e io scattavo seguendo il ritmo dei suoi movimenti.

Vedersi in foto cambia tutto

Come spesso succede con chi non ha mai posato davvero, il momento decisivo è arrivato quando ha visto le foto.

Per una ragazza che crede nel proprio corpo ma non ha mai avuto un occhio esterno a restituirglielo, l’impatto è enorme: improvvisamente capisci che puoi funzionare, che puoi raccontarti.

Non si sentiva pronta per un nudo integrale, almeno non all’aperto, ma ha voluto provare un topless o qualche scatto solo con una maglietta creando un vedo-non-vedo audace e divertente.

Un passo piccolo, ma fondamentale. Quell’esperienza l’ha segnata: qualche mese dopo mi ha richiamato per il set di San Valentino, questa volta con una sicurezza nuova, spogliandosi con naturalezza e mettendosi completamente in gioco. È la prova che un set improvvisato può aprire porte che nessuno dei due immaginava.

"Grazie per la pazienza che hai avuto, è stato molto bello e divertente!"

Luly (Lucrezia)

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